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Buona Sera
Purtroppo ancora una volta il nostro paese è stato colpito da una scossa di terremoto, ancora una volta migliaia di persone stanno soffrendo, fortunatamente la macchina dei soccorsi si è mossa con rapidità e grazie anche alle migliaia di volontari il disagio, delle popolazioli colpite potrà essere in parte alleviato. Avrei dovuto partire per cercare di aiutare nel mio possibile i terremotati, in quanto faccio parte di un gruppo della protezione civile del comune di Genova, ma non sono rientrato nel primo gruppo di persone in partenza spero di andare a dare il cambio con il secondo turno. Io credo che ognuno di noi possa e debba fare qualcosa per aiutare il prossimo, c'è bisogno di tutti in questi momenti.
Con affetto
Eugenio

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Hai ragione Eugenio! Ognuno di noi può esser utile in questi frangenti, ci sono tante possibilità per aiutare, chi più e chi meno diamo un'aiuto concreto!
E' stata una cosa terribile scoprire quel che è successo.
Ricordo nitidamente quel giorno, del resto non è passato molto tempo e, piccole scosse che si senton anche qui, di quando in quando (sembra giusto giusto per non far dimenticare "chi comanda"). Quella notte ho dormito poco e male... avevo avuto la notizia che c'erano state delle scosse (piccole qui da noi) intorno alle 22,30. Io ero in macchina che stavo tornando a casa e non le ho sentite, ma i miei familiari sì e me ne hanno parlato, la memoria è andata subito all'ultimo terribile terremoto dell'Umbria che ha fatto tremare nitidamente anche la mia città, da quel momento mi son agitata, così come il mio sonno. Mi sono svegliata in piena notte, ho guardato la radio sveglia: le 3,30 esatte, ho osservato per un poco il lampadario nella penombra: era immobile, "ok, cerca di non far la paranoica e cerca di dormire" mi son costretta a pensare...(e pensare che di lì a due minuti sarebbe successo il finimondo una regione più in giù!). Al mattino, appena sveglia, ho acceso la tv per sentire il telegiornale (prima di andar al lavoro) e ho appreso la terribile notizia! Che sconcerto, che tristezza, che terribile sensazione! Ho visto quelle prime immagini della città, le persone che in venti secondi hanno visto crollare tutto, la casa, le cose, l'intimità e i ricordi di una vita, gli affetti più cari... quegli affetti che per molti non torneranno mai più... Lo ammetto: ho pianto! Così come spesso le lacrime affiorano ogni volta che vedo, sento, penso a tutte le persone dell'Abruzzo colpite da questo immane disastro...
Certo non è la prima volta e non sarà neanche l'ultima, l'Italia è praticamente tutta una faglia e, credo che viviamo un po' tutti col terrore dei terremoti, ma un disastro del genere! No, nessuno è pronto a questo! In piena notte poi, quando si è più vulnerabili, quando ci si corica nella sicurezza della propria casa, ci si chiude dentro lasciando fuori il pericolo... portoni blindati, finestre con i fermi alle serrande... tutto per far star fuori ciò che ci può aggredire e starcene al riparo nella sicurezza della nostra casa... ma poi succede che ad aggredire sia qualcosa di inevitabile che viene da sotto terra e che niente e nessuno possono fermare. Ci si accorge che nulla possiamo contro queste calamità, di quanto siamo inermi contro tutto ciò...
Io adoro l'Italia, pur con tutte le sue contraddizioni e le "cose che non vanno", ma in questi casi terribili, in questi eventi che tolgono ogni speranza, gli italiani sono eccezionali per la loro umanità, per la solidarietà che dimostrano, per il continuo aiuto che danno a coloro che hanno perso tutto, a cominciare dai Volontari!
Sono tanto vicina a tutta L'Aquila e al piccolo borgo di Villa Sant'Angelo che è stato "adottato" dalla protezione civile della mia città.
Eugenio, quando verrai chiamato per sostituire i volontari che ora sono lì a L'Aquila, facci sapere... soprattutto quando tornerai... come sta andando realmente là, se le cose stanno funzionando per un lentissimo e graduale ritorno alla normalità (anche se la normalità ora sembra non dover tornare)... la voce diretta che racconta i fatti come sono è sempre più importante e veritiera di qualsiasi telegiornale...
Un abbraccio grande

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Buona sera
Fortunatamente Genova non è una zona sismica sporadicamente avvertiamo delle scosse di piccola entità per terremoti che avvengono nella zona di Imperia.
Nella mia vita ho vissuto direttamente un solo un terremoto nello Yemen, eravamo in macchina e stavamo scendendo da Sanaa' (2700 mt. di altitudine) a Hodeida (che è sul mare).
La strada trent'anni fa era molto ripida e stretta a un certo punto abbiamo visto precipitare dei massi davanti a noi, abbiamo fermato la machina siamo scesi, non riuscivamo a stare in piedi. Ricordo ancora vividamente a distanza di tanti anni la sensazione di terrore generata dall'impotenza che provai, non potevo fare niente, non c'era riparo, i massi rotolavano e noi piccoli uomini eravamo inermi di fronte alla natura.
Non essendo credente non potevo nemmeno mettermi a pregare come facevano i miei colleghi cercando una speranza in quel Dio, nel quale molti credeno, è stata una esperienza indimenticabile.
Dopo un tempo da noi percepito come infinito (la scossa era durata 20 secondi sufficiente per provocare 2000 morti) risalimmo in auto, riusciendo a raggiungere la nostra meta.
In questi giorni il mio pensiero spesso si sofferma sulla disperazione di quella povera gente che ha perso tutto, dagli affetti alle case e che non ha i mezzi per ricostruire quello che con fatica avevano realizzato con una vita di duro lavoro.
Quando si affrontano situazioni emotivamente di così forte sofferenza (se si è sensibili) si tende a ribaltarle su di noi, immedesimandosi sulle emozioni che proveremmo essendo al loro posto, per me il risultato è devastante, col mio carattere ho sempre bisogno di certezze, pensarmi a sessant'anni e di dovere vivere in una tenda, avendo perso delle persone a me care e tutto quello che di materiale avevo, senza avere la possibilità di un futuro la vita diventerebbe impossibile.
Questo ultimo ragionamento l'ho portato come esempio perchè quando sento commenti del tipo "è sucesso a degli altri, cosa ti preocupi" vorrei suggerire a quelle persone (credetemi sono tante) di provare a immedesimarsi con i terremotati e uscire dal loro cinismo.
Con affetto
Eugenio

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