
Tra qualche ora la nazionale Italiana debuterrà contro l'Olanda agli Europei 2008, i nostri calciatori canteranno l'inno nazionale e con loro tutta la nostra nazione che purtroppo ultimamente sembra sentirsi unita solo quando gioca la nostra nazionale di calcio. Molti conoscono solo le prime strofe dell'Inno nazionale perchè non viene mai cantato per intero anche se non è molto lungo, bene voglio invitarvi a leggerlo tutto e sentirlo vostro, quanto è bello.
(1)Fratelli d'Italia,
l'Italia s'è desta,
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?
Le porga la chioma,
che schiava di Roma
Iddio la creò.
(2)Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!
(3)
Noi fummo da secoli
calpesti, derisi,
perché non siam popoli,
perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
bandiera, una speme:
di fonderci insieme
già l'ora suonò.
Uniamoci, uniamoci,
l'unione e l'amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore.
Giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti, per Dio,
chi vincer ci può?
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.
(4)Dall'Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano,
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla,
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.
(5) Son giunchi che piegano
Le spade vendute:
Già l'Aquila d'Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò
(1) Si tratta di una metafora; L'Italia ha ripreso l'atteggiamento combattivo dei guerrieri romani (Come Scipione l'Africano che respinse Annibale dal suolo italiano) al tempo della Repubblica. La vittoria porga il capo all'Italia perchè Dio creò la vittoria schiava di Roma. (2) Uniamoci in una schiera di combattenti ( La coorte era la decima parte della legione romana) (3) Gli italiani non sono un popolo (etnico e politico) perchè non sono uniti, si tratta di un concetto mazziniano, per speme si intende speranza. (4) In questa strofa, Mameli ripercorre sette secoli di lotta contro il dominio straniero. Anzitutto,la battaglia di Legnano del 1176, in cui la Lega Lombarda sconfisse Barbarossa. Poi, l'estrema difesa della Repubblica di Firenze, assediata dall'esercito imperiale di Carlo V nel 1530, di cui fu simbolo il capitano Francesco Ferrucci. Il 2 agosto, dieci giorni prima della capitolazione della città, egli sconfisse le truppe nemiche a Gavinana; ferito e catturato, viene finito da Fabrizio Maramaldo, un italiano al soldo straniero, al quale rivolge le parole d'infamia divenute celebri "Tu uccidi un uomo morto". Tutti i bambini italiani possono ripetere il gesto di Giovan Battista Perasso detto Balilla, l'adolescente genovese che nel 1746 lanciando un sasso contro alcuni soldati austriaci, fece scattare la rivolta che condusse alla liberazione. (5) Le spade vendute, ovvero le armi dei soldati mercenari si piegano flessibili come giunghi (legno tipo vimini) . L'acquila è il simbolo dell'impero austro-ungarico, l'acquila austriaca ha bevuto il sangue degli italiani, e insieme ai russi, ha bevuto anche quello dei Polacchi, ma questo sangue le ha bruciato il cuore. La Polonia fù spartita tra Austria, Prussia e Russia.
Sono innamorato del mio inno nazionale anche se a volte temo che il sogno di Mameli descritto in questo testo ancora stenta ad avverarsi.
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